Qui non si sciopera

Si sta giocando sul filo di lana.

Sto giocando una partita, tra le due parti me che non ne vogliono sapere di andare d’accordo.

Qui su Faccialibro sto immaginando una partita a calcio: Cuore vs. Cervello.

La squadra del Cuore – sembra quasi che parli delle partite di beneficenza che trasmettono in tv contro la nazionale Cantanti, quella capitanata da quel cantante che dicano mangi la cacca – ha avuto avvio fulmineo, ha schiacciato nella propria metà campo la squadra del Cervello e l’ha massacrata.

Un tiro al bersaglio, e ogni tiro andato a segno.

Ora invece, dopo qualche timida reazione, il Cervello si sta facendo valere.

Forse perché è anche entrata in campo la Coscienza a inizio ripresa, elemento determinante soprattutto a partita in corso.

L’allenatore della squadra, ovvero Me Stesso, ha tentato la mossa della disperazione. La Coscienza in mezzo a far legna e a far ripartire, sperando che poi qualcuno là davanti la butti dentro.

Non è facile, soprattutto in giornate come queste in cui piove a dirotto.

Sento i tacchetti sprofondare nel terreno, a volte così tanto che mi sembra di rimanere lì attaccato, a terra. E la palla scivola, va dove vuole, ed io dietro ad inseguirla nelle sue folli parabole, spesso senza criterio.

Il clima non aiuta, il colore del cielo nemmeno.

Manca ancora tanto alla fine di questo secondo tempo, e sento già il fiato che manca.

Colpa delle troppe birre e delle troppe sigarette estive, mi sa.

Basta che non mi vengano le allucinazioni, di questo periodo di cose assurde ne ho già viste fin troppe.

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