Purtroppo anche questa estate volge al termine.
Mi sono mosso parecchio, per l’Europa e per concerti. Ho fatto tante cose che mi andava di fare, riprendendo un po’ i miei spazi.
La cosa che ho fatto più spesso è stata guardare il mare. L’ho sempre adorato, fin da bambino.
Sono stato in silenzio a guardare il mare spagnolo, il mare italiano, il mare – o meglio, l’Oceano – portoghese. Riesce sempre a mettermi calma.
Mi sono reso conto di avere una quantità di pensieri, in testa, grande come il mare.
Immaginate di prendere tutto il mare che potete vedere e ficcarlo nella mia testa. Con una differenza: quello che ho visto io quest’anno è sempre stato mare calmo, quello che c’è nella mia testa è mare in burrasca. Forse l’uragano Irene ci si avvicina.
E non sono solo pensieri: sono emozioni, sono sentimenti, sono stati d’animo.
Ho cercato di fuggire spesso, quest’estate.
Fuggire dal lavoro, fuggire dagli amici, fuggire dal mio cuore che mi fa prigioniero di sentimenti senza alcun senso, fuggire dal mare di miei pensieri.
Fuggire da me.
Ma, come diceva Freccia nel film di Ligabue, “da te stesso non ci scappi nemmeno se sei Eddy Merckx”.