De Saudade

Ormai mi metto a scrivere anche in latino. Incredibile. Riminiscenze.
Con colpevole ritardo, nella mia notte insonne ho deciso di raccogliere in due righe i momenti e le persone piu’ incredibili del weekend passato a Lisbona con Fra.
Cos’e’ che mi ricordero’ sempre di questa mia prima visita in Portugal?
Allora:
1 – il fottuto aereo Easyjet, che come da tradizione non smentisce mai l’ora almeno di ritardo (stramaledetti loro).
2 – il serial killer seduto a fianco a Fra sull’autobus aereoporto-ostello: salito a caso, ha passato 20 minuti a parlare da solo elogiando i monumenti di Lisbona e complimentandosi con se stesso per le belle foto scattate. Io e Fra, impauriti dalla sua aria fintamente tranquilla che avrebbe tradito da un momento all’altro una coltellata alla gola, lo abbiamo insultato e schernito per tutto il viaggio; salvo poi scoprire che era italiano, e ritrovarcelo sull’aereo del ritorno che – ovviamente – voleva sedersi di fianco a Fra, di sicuro per regolare i conti.
3 – la tristezza intrinseca dei portoghesi, mista ad un senso di inferiorita’ ingiustificata verso il prossimo. Tipico esempio il cameriere di un baretto al Mirador da Graca: alla mia affermazione che il portoghese scritto si capisce ma il parlato no, inizia a farmi una serie di scuse per il fatto che i portugues parlano veloce, rapido, si mangiano le parole; chiedendo poi informazioni sul Castel de S. Jorge, si scusa perche’ quello e’ l’unico castello di Lisbona. Mi e’ balenata in mente l’idea di fracassargli il tavolino sui denti per vedere se in caso mi avrebbe ringraziato del bel gesto.
4 – l’amarezza delle canzoni popolari portoghesi, Fado escluso. Vedere in un parco centinaia di persone vestite da mormoni che cantano canzoni sulle autostrade (ritornello: “eeehhh, eeeeeaaaah, AUTOSTRAJIEEEE”…chissa’ che voleva dire) non e’ costruttivo. Forse e’ una Pubblicita’ Progresso del loro Governo.
5 – il fatto che a nessuno, ma dico a nessuno, in Portogallo gliene fotta un cazzo. Entri nei locali, nei bar, cerchi di capire dove sederti, a chi chiedere, cosa fare, e loro si fanno i fatti loro. Come un cameriere in un baretto, dopo 20 minuti di attesa per un aperitivo e una coda di 15 persone fuori, si presenta al tavolo con un vino dolcissimo e pesantissimo scelto a caso da lui. Poi non si lamentino che il loro Stato vada a scatafascio.
6 – il fottuto ristorante “Adega batefundo de Carlos y Catarina”: 87 ore per trovarlo, 53 salite prese, una fame della Madonna, la cucina CHE CHIUDE ALLE 9. Carlos y Catarina devono morire di stenti.
7 – le salite, in particolar modo la salita verso l’ostello, che Fra la prima sera mi ha fatto fare a piedi con pendenza 90 %, GPM di 42esima categoria. Ci stavano venendo 2 infarti a testa, e una pezza mostruosa.
8 – le pacchione, generose a Lisbona. Proprio sulla salita dell’ostello, Fra si mette all’inseguimento della lepre pacchiona, al grido di “con la pacchiona io corro la maratona”. Inutile dire che, nonostante la militanza nell’Iris Baggio, la pacchiona ha avuto la meglio su di lui. Poi ho continuato a inseguire pacchione per tutta Lisbona, ma in pianura non vale.
9 – la tipa in fila fuori dalla discoteca, che quando ha sentito che eravamo italiani ha esclamato: “Bella Italia!! Spaghetti, Milano, ORTOMIO!!!!”, cacciando un porcone tritonale che ha fatto sobbalzare noi due. Forse era meglio pizza-spaghetti-mandolino.
10 – la Rua Norberto de Arajuo: appena trovata, Fra si mette a saltare gridando “UOMO DI MERDA, ARAJUO UOMO DI MERDA!!” con chiaro riferimento all’allenatore dell’Inter. Ovviamente la gente ci guardava stranita.
11 – il sudamericano in aereo al ritorno. Questo e’ stato il migliore. Un campione. Mentre cazzeggiamo alla partenza, notiamo che attacca la sua cicca al finestrino dell’aereo. Ci sganasciamo dal ridere, ma mentre lo facciamo lui prende e se la rimette in bocca. Peccato abbia passato tutto il viaggio cosi. Infatti, a Milano, appena toccato terra si toglie la cintura e inizia a spingere per scendere gridando che la sua famiglia stava scendendo e lo stava abbandonando. Probabilmente era l’effetto dello sporco dei finestrini.
Solo per questo, il Portogallo merita almeno un’altra visita piu’ accurata.

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