Ieri sera, dopo l’ennesima riunione di condominio a cui ho partecipato, un po’ per noia e un po’ per smorzare i nervi che mi sono venuti, ho ripensato alle ormai numerose assemblee a cui ho partecipato in questi anni; ho riportato a galla anche i ricordi delle assemblee di alcune palazzine del mio paese che si tenevano in ufficio da mio padre quando ero piccolo, e ho provato a categorizzare alcuni personaggi assurdi che, nelle mie esperienze, si ritrovano spesso e volentieri in ogni condominio che si rispetti.
Vado rigorosamente in ordine di apparizione.
1) L’amministratore di condominio. Ovvio, ci dev’essere per forza, un uomo probabilmente sadomasochista che però ci deve guadagnar ben tanto a fare quel lavoro lì, altrimenti non mi spiego l’insanabile voglia a passar 3 ore delle proprie giornate a prender sputazzi da sconosciuti spesso senza cognizione.
2) Il consigliere o segretario di assemblea. Anch’esso onnipresente, di solito il tuttofare/tuttopensare del palazzo. Figura mitologica importata in città dalle campagne, in cui in ogni corte/cortile/palazzina che si rispetti c’è sempre colui che tutto vede e provvede. Uber alles.
3) L’architetto. Onnipresente, a gruppi di multipli di 4, in ogni palazzo. Probabilmente vivono in branchi. Non mi sono mai spiegato come facciano ad essere così tanti. Solo per la loro cospicua presenza, ogni palazzo dovrebbe stare su da sé grazie al loro karma.
4) Il secchione. Quest’uomo di solito fa pochi interventi, ma quando apre bocca capisci subito che è preparato e ne sa. Di solito, snocciola costi e righe di bilancio a memoria, addirittura arriva a farti notare che, porcoggiuda, l’amministratore nel prospetto ha cannato due righe invertendo i millesimi tra loro. Tu pensi non sia umanamente possibile accorgersene, eppure lui ce la fa e non ti spieghi, a quel punto, cosa cazzo faccia nella vita uno così se ha pure il tempo di correggere la punteggiature dei verbali. Probabilmente ha anche il super-udito come Wolf e sotto la camicia ha quel pigiama blu con disegnato sopra un ragno.
5) Il cagacazzo. Costui differisce dal secchione non tanto per la preparazione di base, ma per la carica agonistica che mette nei suoi interventi. Attenzione, quando parla si fa sempre portavoce del pensiero di tutti, ed è bravissimo a scovare e mostrare a tutti quanto il pensiero dell’amministratore o di un condomino attenti all’impianto della costituzione democratica della società; ogni tanto si lascia andare a impeti di disperazione preannunciando catastrofi egiziane se non si dà ascolto a lui, ma poi di solito se ne torna mogio nell’angolo sbeffeggiato da quelli in ultima fila (tra cui io).
6) Il vèg bauscia milanès. Senza dubbio il mio preferito. Questo apparentemente mite 80enne si cela dietro una giacca usurata e un cappello d’ordinanza, ma non fatelo incazzare altrimenti diventa veramente una bestia. Quando la discussione non decolla e non porta a nulla, interviene secco a gamba tesa, con quel tipico fare “ueh, ma tanto mi g’ho i danè e facciamolo”. Imbizzarrito parte anche faccia a faccia con chi contesta, e il risultato lo porta sempre a casa. Se poi tornando in ascensore ti dice che “ueh, io avevo prima una casa in Porta Romana, 250 mq con giardino, mica roba da ridere”, potrebbe davvero finire il mondo nel 2012 che son contento così.
7) La vamp. Ovvero, il donnone esuberante a metà tra il divismo di Daniela Santanchè e l’emancipazione femminile di Concita De Gregorio. Profumatissima, di solito spara un paio di bordate ad assemblea, commentate spesso con un “ma che cazzo dici, bravadonnacheusaguadagnarsidaviverevendendoilpropriocorpo?” dalla popolazione maschile ivi presente.
8 ) Il trucido. Questo è uno dei più temibili, signori. Prevalentemente in ultima fila (quando si presenta), questo allegro omone del sud Italia si palesa di solito in ciabatte e canottiera o poco più (d’inverno), e normalmente non proviene da più a nord di Catanzaro. In bocca presenta lo stecchetto d’ordinanza se non addirittura una sigaretta, che fa pendant col crocifisso da 2 kg al collo. Da un mio personale censimento, ho notato pure che spesso fa parte di qualche corpo delle forze dell’ordine. E, proprio perché istruito alla disciplina ed alle ferre regole militari, quando non si trova d’accordo esordisce con un “ma a me che minchia me ne fotte? Volete pagare? Pagate, io non vi do un cazzo di soldi!”. E cade in una risata satanica che ricorda quella di Gemini dei Cavalieri dello Zodiaco. Scheggia impazzita.
Che dire?
Credo di essere l’unica persona al mondo che riesce a trovare qualcosa di divertente nelle assemblee di condominio…..sono matto, vero?